I MIEI LIBRI, I MIEI PENSIERI, IL MIO MONDO

(…) Così, bene o male, il tempo passò.

Passò anche per Andrew, la cui vita in quel mese non fu certo così movimentata come quella di Elaine.

Passava le solite ore a pregare e meditare, celebrava con fervore quelle che avrebbero potuto essere le sue ultime messe, e lavorava. Preparava le tracce e gli schemi per il corso all’università e faceva ricerche accurate per quello che sarebbe stato il suo secondo libro, trovando nello studio e nella scrittura due amici di cui non poter più fare a meno, beandosi nella conoscenza sempre più profonda e particolareggiata della storia, che amava sempre di più.

I colloqui con il padre spirituale non sortirono gli effetti sperati dall’Arcivescovo, anzi, lo resero sempre più convinto della sua scelta di vita, tanto che, a una settimana dalla fine del ritiro, ebbe la notizia che tanto aspettava: la sua richiesta era stata notificata e mandata a Roma alla Congregazione della Dottrina  della Fede, e lui fu sospeso dagli obblighi sacerdotali.

Andrew, in un primo momento, si sentì quasi perso: dopo anni di sacerdozio, la cosa lo turbò un po’ a livello psicologico, ma, essendo stato ben convinto di questa scelta, superò l’iniziale momento di confusione e cominciò a pensarsi un uomo diverso, con una vita sicuramente da ricostruire, ma pur sempre  con delle buone prospettive davanti.

Il suo  libro, consegnato ormai a molte librerie in tutta la Scozia, stava cominciando a dare i primi frutti, e le critiche apparse sulle riviste letterarie erano buone e incoraggianti.

Nel frattempo i genitori, che vivevano a Dingwall nelle Highlands, lo andarono a trovare un paio di volte e, vedendolo sempre molto sereno e sicuro del passo che stava compiendo, accettarono quella che inizialmente non era stata una scelta che approvassero più di tanto.

Anche la madre, da sempre molto orgogliosa di avere un sacerdote in famiglia, alla fine  accolse la decisione di Andrew con cuore sereno, sapendo di non avere un figlio soggetto a colpi di testa, ma un figlio che era un uomo ormai maturo e  capace di prendere seriamente le proprie decisioni. Comunque, il fatto di vederlo trasformato in un promettente scrittore di storia, attutì un po’ il colpo.

Così, bene o male, il tempo passò.  (..)

*

G.Freeman  SOTTO IL CIELO DELLA SCOZIA

*

                                                      
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