I MIEI LIBRI, I MIEI PENSIERI, IL MIO MONDO

<< Penso di aver deposto le armi in un freddo pomeriggio di novembre. Fino ad allora avevo combattuto strenuamente le mie battaglie, indossando ogni volta l’armatura migliore: quella del ‘perbenismo’, quella del ‘io sono come tu mi vuoi vedere’, quella della ‘forza d’animo’, quella del ‘niente e nessuno mi farà cadere in ginocchio’, quella del ‘questo non è bene’, quella dell’ ‘io non ho bisogno di nessuno’ e quella più pesante di tutti: l’armatura che ti permette di uscire indenne dal giudizio degli altri, come se fosse così importante.
Appena posata la spada, stanca e confusa da anni di lotte, una dopo l’altra sono cadute anche le armature. Ho lasciato che sentimenti ed emozioni contrastanti mi sconfiggessero definitivamente un cuore malato, ho permesso alla mente di non capire e nemmeno di cercare di capire le mosse del destino, ho accettato che la mia anima si liberasse da tutto ciò che non era importante. Ho fatto domande,non ho ricevuto risposte, ma non me ne sono curata. Non ce ne sono, il più delle volte. E, nella sconfitta, ho vinto. Ora cammino solo con dei leggeri mantelli da viaggio: quello azzurro della libertà, quello rosso della passione, quello giallo della gioia, quello rosa dei sogni, quello verde della pace dell’anima, quello arcobaleno dell’amore che provo per le poche persone importanti che mi accompagnano nel cammino. A volte indosso ancora quello blu della malinconia o quello grigio della solitudine, ma so che sono viaggi brevi, sempre più brevi. La rabbia si è quasi del tutto esaurita. La stanchezza a volte è tanta, ma è sempre più leggera.La spada la tengo nel fodero, e quando incontro il nemico, cambio strada: non per vigliaccheria, no. Solo perchè non mi interessa più combattere e sconfiggere. Cammino, come quando si cammina tra gli alberi di un bosco al tramonto,o in riva al mare all’alba, ascoltando suoni impercettibili, avvertendo profumi lontani, sorridendo, e se ne ho voglia piangendo, o semplicemente mettendo un piede davanti all’altro. E spero di camminare così per molto, tenendomi dritta sul sentiero scelto, fino a quando indosserò l’ultimo mantello, che non sarà nero, ma bianco e luminoso.>>

 
 
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