I MIEI LIBRI, I MIEI PENSIERI, IL MIO MONDO

(…) Elaine versò il caffè nelle tazze e in quel preciso istante arrivò Andrew, completamente rivestito e con i capelli ancora umidi.
La baciò e si sedette, mettendo lo zucchero nel caffè.
Non c’era imbarazzo, era come se fosse una cosa normale per entrambi, trovarsi lì alle tre di notte, davanti ad un caffè, dopo ore di passione.
“Dove hai le conferenze, questa volta?” gli chiese Elaine.
“Ne ho una stasera alla Town House di Inverness e l’altra mercoledì sera all’UHI University. Torno giovedì pomeriggio. Ti telefonerò domani in serata…”
“No, non voglio. Non l’avresti fatto se non… se non fosse successo niente.” gli disse.
“Ma è successo, ed io voglio sentirti, in questi giorni!” ribatté Andrew.
“E’ meglio di no. Diamoci del tempo, Andrew, diamoci del tempo.”
“Forse hai ragione, meglio rifletterci sopra un po’.”
Finì di bere il caffè e si alzò, avviandosi all’ingresso, seguito da Elaine.
Mise il giubbotto e si avvicinò alla porta.
“Fa’ buon viaggio, e fatti onore!” gli disse Elaine abbracciandolo: sentiva già la sua mancanza.
Lui le arruffò i capelli con una mano e le diede un bacio.
“Ci puoi giurare! Come puoi star certa che giovedì pomeriggio, appena arrivo, vengo da te.”
“Lo so.”
Elaine lo abbracciò di nuovo, e di nuovo lui si soffermò sulle sue labbra dolcemente.
Poi Andrew uscì nella fredda notte. (…)

 

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