I MIEI LIBRI, I MIEI PENSIERI, IL MIO MONDO

La primavera si stava affacciando prepotentemente, dopo un lungo e rigidissimo inverno, pieno di gelo e di neve. Una settimana di vento aveva spazzato il cielo, la cui limpidezza turchese faceva quasi male agli occhi.
Il parco era silenzioso, quella mattina: niente ragazzi che giocavano a pallone, niente urla di bambini che giocavano su scivoli ed altalene, niente chiacchiericcio di mamme e baby-sitter, niente scoppiettii di marmitte di motorini, niente.
Solo il cinguettio degli uccellini che si affrettavano per trovare qualcosa da mangiare tra i ciuffi d’erba tenera appena spuntata, e per fare il nido che presto avrebbe accolto le uova delle prime covate.
C’era pace.
Ma la pace era solo esterna.
Gregory Macqueen sedeva sulla panchina davanti al laghetto artificiale: si voleva concedere una mattina di riflessione e di ricordi. ………

 

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